ZambiArchitettura

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Che cosa significa progettare in Africa? E qual è il ruolo dell’architetto in una realtà così complessa?  La progettazione nei paesi emergenti è un tema tanto attuale quanto arduo da affrontare a causa della complessità specifica e varia dei contesti in cui ci si trova ad intervenire. L’architetto che si confronta con questi territori deve necessariamente dotarsi di strumenti diversi da quelli tipici della disciplina. Il progetto si alimenta di una serie di dati scientific provenienti da altre scienze e diventa sistema di sistemi, assumendo una complessità che va oltre il semplice manufatto architettonico creando connessioni multiple sia a livello locale che globale.

Il ruolo dell’architetto

La sfida che si pone agli architetti di domani in terra africana è proprio questa: essere in grado di gestire una mole complessa di dati, elaborare nuovi modelli e scenari attorno ai quali è possibile raccogliere le forze economiche e sociali interessate alla messa in atto di processi di trasformazione sostenibile del terrritorio.

In questo contesto progettuale l’architetto diventa un esperto di sviluppo transnazionale, una figura poliedrica, potremmo dire,  un “ARCHITUTTO”.

Parte attiva dell’associazione ONLUS Whanau è composta anche da un team di giovani architetti ed ingegneri  con diverse specificità professionali ma accomunati da desiderio di contribuire, seppur in piccola dose, allo sviluppo futuro del Paese.

Atualmente il team sta lavorando sulla riorganizzazione e ampliamento di una struttura socio-sanitaria, il Monze Mission Hospital, un ospedale di primo livello nella Regione Sud dello Zambia.

La fase preliminare del progetto, dopo essere stata discussa con gli enti e la committenza locale, è stata consegnata nel mese di agosto 2015.

La committenza ha espresso inoltre la richiesta di una progettazione degli spazi pubblici dell’ospedale: la proposta è diventata motivo di alcune riflessioni circa l’importanza che gli spazi aperti assumono per la popolazione locale, diventando spesso la naturale estensione dell’edificato.

I progetti, dunque, esistono, e gli esecutivi sono in attesa dei fondi per la concreta realizzazione.

Anche per questo abbiamo bisogno di voi!

A seguire una breve descrizione dei progetti: se volete saperne di più non esistate a contattarci!

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PROGETTO 1 | MONZE MISSION HOSPITAL

La direzione del Monze Mission Hospital inoltrò richiesta di un aiuto nella progettazione e riorganizzazione di funzioni nuove ed esistenti da allocare all’interno dello spazio ospedaliero. La richiesta è stata accolta e, dopo mesi di lavoro in stretto contatto con la committenza, è stato presentato il progetto preliminare nell’agosto 2015.

Tale progetto prevede un ampliamento dell’esistente nei 4.2 ha di terreno acquistati dal Monze Mission Hospital nel marzo 2015.

L’ampliamento consiste:

  • edificazione di un dipartimento di emergenza-urgenza
  • decentramento delle funzioni di “hostel” e “facilities” offerte dall’ospedale agli studenti provenienti dai programmi governativi
  • edificazione di un nuovo padiglione di medicina interna
  • edificazione di un padiglione ginecologico
  • edificazione di un padiglione psichiatrico

PROGETTO 2 | SPAZI APERTI

Un primo contributo teorico per la progettazione degli spazi aperti è stato affrontato in un lavoro di tesi dal titolo “MONZE | ZAMBIA: considerazioni di Architettura del Paesaggio in paesi emergenti”.

Attraverso una necessaria attività analitica dei principali attori che influenzano e caratterizzano le macro trasformazioni del Paese, lo scopo perseguito dall’elaborato è quello di costruire un ABACO DEGLI SPAZI APERTI. Si tratta di una strategia progettuale che non persegue l’idea di offrire un modello univoco e impositivo ma al contrario si tratta di uno strumento adattivo che, tenendo conto dell’equilibrio tra sistemi costruttivi innovativi e tecniche tradizionali indica possibilità progettuali differenti e continuamente declinabili in base alle condizioni specifiche del luogo e ai veloci cambiamenti.

Nello specifico, si tratta di una matrice XY che, mettendo a sistema i fattori ambiente (studiati in fase analitica) e le necessità dell’uomo (rilevate per mezzo di interviste in loco), delinea in termini di quantità e qualità quanto il fattore NATURA incide sulla progettazione degli spazi aperti.

Tale meta-progetto, suscettibile al cambiamento in una logica bottom-up consente a costruttori, abitanti e portatori di interesse di intervenire partendo da tipi e modelli architettonici raccolti in una sorta di “manuale”,  e svolge un ruolo importante  nella risoluzione delle problematiche sociali economiche ed ambientali secondo il paradigma della sostenibilità.

Contatti: Federica – federica_pasquale@hotmail.it

Ilaria – ilaria.pd93@gmail.com

Claudia – cg.claudiagrasso@gmail.com

Valentina – vale.grecchi@gmail.com